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Don Di Noto lancia l’allarme pedofilia: “In Europa venti milioni di bimbi vengono abusati”

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«Solo in Europa ci sono 20 milioni di bambini abusati, e se il rapporto di abuso è 1 a 1 abbiamo 20 milioni di predatori di bambini.

E soprattutto ci sono potenti lobby che vogliono normalizzare la pedofilia». È la choccante denuncia che dal palco del Congresso mondiale delle Famiglie, a Verona, lancia don Fortunato Di Noto, il sacerdote siciliano che trent’ anni fa ha fondato un’associazione, Meter, per dare la caccia ai pedopornografi.

In una giornata dominata dalla presenza a Verona di uomini politici, e relative manifestazioni di protesta, il Congresso delle famiglie prosegue anche e soprattutto sui contenuti e approfondimenti legati proprio al tema della famiglia. Ma tra tutti gli interventi sicuramente quello di don Di Noto è quello che maggiormente colpisce e lascia sconcertati: tre milioni sono i siti nel mondo che in tutti questi anni don Di Noto ha denunciato alle pubbliche autorità con tanto di documentazione, ma ben poco è stato fatto per colpire questo gigantesco business giocato sulla pelle dei più deboli, i bambini su cui le violenze subite «restano come un marchio indelebile». «Non c’è neanche l’accordo sul fatto che la pedofilia sia un crimine ricorda don Di Noto E fino a quando non saremo d’accordo sulla realtà dei fatti, e cioè sul fatto che la pedofilia non è una malattia, ma un crimine che alimenta un’industria molto fiorente, allora non riusciremo a fare un passo avanti nella lotta a questa nefanda realtà».

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«Internet sta moltiplicando il materiale pedopornografico, ci sono siti che offrono pacchetti completi, la possibilità di comprare bambini in ogni parte del mondo, c’è un giro d’affari mostruoso», prosegue il sacerdote siciliano. La fascia d’età preferita è quella tra gli 8 e i 12 anni, poi segue quella dai 3 ai 7 insieme a quella da 0 a 2. La stragrande maggioranza del traffico avviene nel deep web, il lato oscuro della rete, una zona sommersa molto difficile da individuare ed esplorare e i contenuti vengono custoditi «sulle piattaforme di file sharing che permettono scambi veloci, a tempo, spesso anonimi». Ma la rete non è solo il luogo di commercio di materiale pedo-pornografico, serve anche a «diffondere e promuovere la pedofilia, c’è un tentativo di normalizzarla», denuncia il fondatore di Meter mostrando il materiale propagandistico che gira nella rete, «addirittura ogni anno la pedofilia viene celebrata in una giornata mondiale dei pedofili».

E a fronte di questa attività ramificata e ben organizzata stanno «la pochezza e la debolezza delle azioni di contrasto: i politici sono distratti, non la vedono come una priorità, non c’è un diritto uniforme in materia tra i vari paesi, e anche i media non ne parlano: il 21 marzo ha affermato don Di Noto abbiamo presentato il nostro rapporto annuale. A parte i soliti giornali cattolici, nessuno ne ha parlato. Nessuno». «Ma ricordate: il silenzio e l’indifferenza uccidono».

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