loading...
Home / Cronaca / Greta Thunberg: la rivolta garbata che piace a quei signori del turbocapitale

Greta Thunberg: la rivolta garbata che piace a quei signori del turbocapitale

loading...

Roma, 21 mar – Lo dico senza perifrasi edulcoranti e, come sempre, senza curarmi dei dettami del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto. In filosofia, diceva lo Hegel, la via regia è pensare con la propria testa. Ecco allora ciò che penso. Siete irredimibili, se non avete capito che l’affaire Greta Thunberg è costruito a tavolino dagli architetti del turbomondialismo e dai taumaturghi della società dello spettacolo. È l’ennesima trovata per distrarre le masse dalla contraddizione economica e dalla lotta di classe. Per spostare l’attenzione, per mantenere in catene gli schiavi. Per dirottare la lotta. Che, infatti, diventa inutile, inefficace e puramente cosmetica, quando si scende in piazza a protestare per la pace nel mondo o per il clima.

Greta, l’anima bella (e inutile)

Greta e Juncker

V’è, ben inteso, un problema pace. E v’è, ben inteso, un problema clima. Ma scendendo in piazza in questo modo non si cambia nulla. Specie se non si identifica il nemico. Contro chi scendono in piazza Greta e i suoi sodali? Contro nessuno, di fatto. È una vacua protesta general-generica. Come direbbe Nietzsche, per tutti e per nessuno. Circola una foto. È immortalato l’euroinomane di Bruxelles, Juncker, che con deferenza bacia la mano a Greta Thunberg. Credo non vi sia altro da aggiungere per chiarire i rapporti di forza e la reale natura della protesta. V’è chi pensa di rovesciare i rapporti di forza scendendo in piazza e belando «paceeee, paceeee! Pianetaaaaa, pianetaaaa! Padroni, siate buoni con noi! Siate clementi! Beeee, beeee!». È la figura magnificamente tratteggiata dallo Hegel nella Fenomenologia dello Spirito (1807), alla voce «anima bella». Precari e supersfruttati, umiliati e senza possibilità di farsi una famiglia, schiavi del capitale e del padronato cosmopolitico. Ma loro scendono belanti in piazza per il clima. L’apice della subalternità dei giovani. Il capolavoro del potere tecnocapitalistico. Si aggiunga, poi, che gli stessi che sono rapiti dal commovente batticuore per Greta e per le sorti del pianeta sono per il Tav e per la trivellazione della Val di Susa.

La rivolta inoffensiva

Così sul rotocalco turbomondialista Il Corriere della Sera: «Greta Thunberg sembra il prodotto del nostro inconscio collettivo». E se invece fosse il prodotto in vitro dall’élite turbomondialista per distrarre dal conflitto di classe e dalla contraddizione economica? Rifletteteci. Può chi è davvero contro il rapporto dominante essere celebrato senza posa dai custodi dell’ordine dominante? I quali celebrano Greta sulle prime pagine dei loro rotocalchi cosmopolitici ormai da settimane. Se scendi in piazza per questioni che non toccano il rapporto di classe, come fa Greta, sei un eroe. Se scendi in piazza per i salari e contro il capitale, come le giubbe gialle, sei un antisemita. Vi è chiaro il messaggio? Ai padroni piacciono rivolte inoffensive. Rivolte arcobaleno di pecore belanti, remissive e postulanti, non di rivoluzionari à la Che Guevara, disposti a morire per i loro diritti e la loro libertà. State pronti. Entro breve, Greta Thunberg e chi sta realmente dietro ci spiegheranno che il nemico sono i sovranismi e i populismi, le vili plebi che scendono in piazza per i salari e contro i padroni, per il lavoro e contro il capitale. Ovviamente, da Greta e compagnia cantante mai una parola sul nesso tra capitale, globalizzazione, compressione salariale e tragedie ambientali.

La strategia del potere

loading...

Insomma, è presto svelato l’enigma Greta Thunberg, l’anima bella del mondialismo green. È il nuovo programma dell’élite cosmopolita per le imminenti elezioni europee. Per occultare economia, sfruttamento, classismo. Per nascondere lo scontro verticale tra Servo e Signore. E per spostare il dibattito sulla «vuota profondità» (Hegel) della pappa del cuore dell’ambientalismo arcobaleno, che è un falso universalismo interclassistache cancella il conflitto di classe e, così facendo, legittima il massacro a senso unico gestito dai padroni cosmopoliti a colpi di spread e spending review, magari anche di austerità depressiva in nome dell’ambiente. Ne volete una prova provante? Eccola. Nello scorso fine settimana, a Parigi vi sono stati nuovamente gravi incidenti con le giubbe gialle. Il ministro dell’interno Castaner ha accomunato alla tv estremisti, casseurs e giubbe gialle, come se fossero un solo gruppo di delinquenti: una vera dichiarazione di guerra. Ma ancor più interessante: ha esaltato i 140mila che in Francia hanno manifestato per l’ecologia, contrapponendoli alle giubbe gialle. Si conferma la strategia fintoecologista adottata dalle élites turboglobaliste, di cui Greta è inconsapevolmente marionetta, per cercare di screditare le vere proteste dei lavoratori contro il capitale e per i diritti sociali, contro il mondialismo e per la sovranità democratica nazionale.

Fonte clicca qui

loading...

Check Also

Il sondaggio Europee: Salvini vola, Cinquestelle secondi e Bonino a casa! Una goduria immensa!

loading... L’esecutivo incassa il gradimento del 43% degli elettori. Se si andasse a votare domani, …

loading...

Lascia un commento

loading...
loading...