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Maratona vietata agli africani? Una bufala infame inventata da PD e Repubblica: non ci sono, finiti i soldi per ingaggiarli

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COSA PENSO DELLA MEZZA MARATONA DI TRIESTE “VIETATA” AGLI AFRICANI

di Martino Ghielmi (da Facebook)

Nelle ultime ore nella mia bolla social sta girando la notizia che la Mezza Maratona di Trieste sarebbe “vietata agli africani”.

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Visto che di atletica (e di partecipazione di kenyani a gare italiane) ne so qualcosina, avendo collaborato per anni con il team “equo & solidale” run2gether, vi dico la mia.

La notizia è diventata virale con accuse di “epurazioni” e “razzismo” agli organizzatori, che motivano la scelta “affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati”.

👉

 Qui la notizia completa:
https://www.repubblica.it/…/maratona_vietata_agli_atleti_a…/

🔥

 TRE PRECISAZIONI TERMINOLOGICHE:

1. VIETATA: prima di parlare a sproposito occorre conoscere come funziona il settore. Nessun professionista, e gli africani in questione lo sono tutti, partecipa a una gara per il piacere di farlo. E neanche solo per i premi in palio.

Visto che è il loro (duro) lavoro si tratta di portare a casa la pagnotta, composta di norma da premio (variabile, in funzione del piazzamento e/o tempo) + ingaggio (fisso, negoziato precedentemente in base al palmares dell’atleta).

Non si diventa ricchi come nel calcio ma, soprattutto se si vive in Kenya o in Etiopia, si può cambiare vita guadagnando in pochi anni l’equivalente di centinaia di contadini di sussistenza.

Il budget della maratona di Trieste, come gran parte delle manifestazioni italiane, è risicato e in continuo calo. Hanno quindi deciso di non ingaggiare nessun etiope/kenyano (di seconda fascia) disponibile in Italia.

Al massimo prenderanno un paio di italiani “amici di amici” a cui verrà assicurata la vittoria in assenza di concorrenza seria.

Scelta discutibile e da sfigati (verrà fuori la sagra della salamella, a livello di tempi) ma legittima.

Per capirci, era uscita una cosa simile alla mezza di Lucca poi “sbufalata” da BUTAC:
https://www.butac.it/niente-africani-alla-mezza-maratona-d…/

2. RAZZISMO: finchè si cercherà di usare questo termine come una clava da menare a tutti i costi e più in fretta possibile in testa all’avversario politico non si andrà lontani.

Il razzismo esiste ed è un cancro tanto presente in Italia come nel resto del mondo. Ma non si combatte con i proclami a caso, bensì con fatti concreti. Peraltro è sempre prezioso dimostrare come “chiudersi nello sgabuzzino” della xenofobia sia dannoso in primo luogo per chi fa queste scelte.

Nell’ormai lontano 1997 Philip Rugut (kenyano) vinceva in 1:00’06” la Mezza di Trieste: migliore prestazione stagionale MONDIALE.

Andate a vedere in che tempo correranno quest’anno e confrontatelo con la lista stagionale mondiale. E vi farete un’idea del piano declinante su cui sta scivolando l’Italia…

NB: un qualsiasi africano (kenyano, marocchino o senegalese che sia) che voglia iscriversi alla Mezza di Trieste è ovviamente libero di farlo, se in regola con il tesseramento. Ovviamente chi corre per vincere non lo farà perchè il gioco non vale la candela (quest’anno addirittura NON ci sono premi in denaro!)

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Qui il regolamento completo:
https://www.triesterunningfestival.com/…/2019-Regolamento-T…

3. SFRUTTAMENTO: che il settore non brilli per limpidezza è un dato di fatto. Una sorta di oligopolio in cui pochi procuratori si spartiscono un (magro) bottino combinando le gare e/o spremendo gli atleti considerati macchine/animali e non persone.

Ma il termine è usato spesso e volentieri a caso, in particolare in riferimento all’Africa, e questo caso non fa eccezione.

Un atleta africano che arriva a correre all’estero ha dietro di sè decine di persone (familiari, amici, atleti già di successo) che l’hanno sostenuto per anni e anni di allenamento senza reddito.

Avete capito bene, anni (di solito oltre 5) in cui ha corso mattino e sera (o anche tre volte al giorno) senza guadagnare un centesimo.

Dunque gli stessi atleti sono i primi a voler massimizzare a tutti i costi il loro tour europeo, accettando di correre per poche centinaia di euro in mancanza di altro.

Per combatterlo non servono proclami di questo tipo ma una seria selezione dei procuratori/squadre con cui si sceglie di lavorare (non sono tutti uguali), presentazione precisa degli atleti che hanno un nome, un cognome, una storia (non si può sentire “il kenyano di turno”), ecc.

Si può portarli nelle scuole, ad allenarsi con gli amatori, a incontrare la cittadinanza per costruire legami bidirezionali tra territori e persone.

Ovviamente non invitarli con il pretesto dello sfruttamento ha il sapore della farsa tragicomica. Ma tant’è.

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 DUE CONSIGLI FINALI:

A. PER GLI ORGANIZZATORI: se avete le pezze al culo è meglio organizzare la sagra della salsiccia che una gara internazionale.

B. PER IL PD: quando capirete che questo stile di opposizione al “razzismo” non porta a nulla sarà tardi. Ma quasi certamente vi sarete già estinti.

Fonte Clicca QUI!

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