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No alle case popolari ai zingari. Anche Casal Bruciato in rivolta contro la Raggi

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Roma, 8 apr – L’eco delle polemiche sulla rivolta di Torre Maura non si è ancora spento che un altro quartiere della Capitale ha deciso di erigere barricate contro i soprusi messi in atto dall’amministrazione Raggi. A Casal Bruciato la cittadinanza ha protestato bloccando la strada con due cassonetti dopo aver appreso che, per la seconda volta nel giro di pochi giorni, un appartamento delle case popolari in via Cipriano Facchinetti è stato assegnata a nomadi di etnia rom.

La protesta

Pochi minuti dopo avere appreso la notizia, alle 18, gli abitanti del quartiere si sono mobilitati scendendo in strada, spostando i cassonetti sulla carreggiata e protestando infuriati. Subito sono arrivati i blindati della polizia, due volanti e la pattuglia dei carabinieri, temendo forse che la situazione degenerasse come a Torre Maura. «Basta, andate via, qui non vi vogliamo» erano le urla dei manifestanti, «è la seconda volta nel giro di una settimana che succede a Casal Bruciato ma nel 4° Municipio, a Tiburtino III e Pietralata, i casi non si contano più, le case ai rom non gliele devono dare». La famiglia di nomadi è stata condotta altrove per ragioni di sicurezza, ma dovrà ritornare in quanto assegnataria dell’appartamento.

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 «Siamo pronti a dare supporto, a trasformare le strade in trincea come abbiamo già fatto a Torre Maura con le vittoriose proteste dei giorni scorsi» dice Fabrizio Montanini, portavoce Coordinamento d’azione IV Municipio. «Continuate pure a creare i problemi e a fomentare l’odio nelle nostre periferie già degradate… che noi saremo sempre pronti a ribellarci e a difenderci!», ha concluso in un post su Facebook. Anche a Casalotti sta montando la protesta: dopodomani, alle ore 18, avrà luogo una manifestazione contro l’eventuale arrivo dei rom allontanati da Torre Maura. Anche a Pineta Sacchetti e Cassia iniziano a serpeggiare i malumori per il probabile inserimento di tali nomadi. Da un capo all’altro di Roma i cittadini dei quartieri più periferici si stanno mobilitando affinché le loro zone non diventino il rifugium peccatorum delle criticità che l’amministrazione Raggi non è in grado di gestire.

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