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Orlandi: “Aprite la tomba cimitero teutonico”. Monsignor Girotti: “Leggende”

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Roma, 4 mar – La famiglia Orlandi ha presentato una settimana fa un’istanza: in essa si chiede  di avere informazioni a proposito di una tomba nel cimitero teutonico Vaticano. Qui ci sarebbe, accostata ad una parete, la statua di un angelo che nelle mani tiene un cartiglio con su scritto in latino “Requiescat in pace” ovvero “Riposa in pace”,
Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi, avrebbe ricevuto una lettera in cui ci sarebbe scritto che i resti della la quindicenne Emanuela, sparita nel nulla ormai nel lontano 1983 si troverebbero proprio sotto quella statua. L’avvocato ha dunque preso contatti con il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, chiedendo l’apertura del sepolcro per le opportune verifiche.

La richiesta sarà presa in esame dal Vaticano

L’avvocato Sgrò avrebbe ricevuto tale missiva anonima corredata da una fotografia risalente all’estate scorsa. L’immagine ritrae, per l’appunto, la statua dell’angelo in questione e il testo, invece, riportava ulteriori indicazioni:  “Cercate dove indica l’angelo”.  “Certe cose bisogna chiarirle per escluderle” dichiara il legale della famiglia Orlandi. “Sono andata a verificare le condizioni della tomba, ho fatto tutti gli accertamenti che era possibile fare, ora dobbiamo attendere le autorizzazioni. L’angelo e la lastra della tomba sono chiaramente elementi di due periodi storici differenti”.
La risposta del Vaticano non è tardata ad arrivare: “Posso confermare che la lettera della famiglia di Emanuela Orlandi è stata ricevuta dal cardinale Pietro Parolin e che verranno ora studiate le richieste rivolte nella lettera“, così dichiara Alessandro Gisotti, direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede

Monsignor Girotti contrario: “Il caso è chiuso”

Monsignor Gianfranco Girotti, invece, non le manda di certo a dire: “Pura leggenda” taglia corto. Girotti è reggente emerito della Penitenzieria Apostolica. “Siamo alla pura leggenda che a questo punto diventa anche stucchevole. Certamente non credibile” afferma il monsignore “Capisco il desiderio dei famigliari di Emanuela di tenere accesi i riflettori su un caso che sconvolge ancora e che ha suscitato scandalo, ma mi pare evidente che si stiano arrampicando sugli specchi”. “Io penso sia stata una risposta educata e diplomatica. Già si era sollevato un polverone con le ossa ritrovate a villa Giorgina nella sede della nunziatura. E poi si è visto l’esito. Ora si tira in ballo il cimitero teutonico. Credo che percorrere una strada di fantasia che non ha fondamento sia una cosa grave. La Santa Sede ha fatto tutto quello che si poteva fare. Il caso è chiuso” conclude dunque Girotti.

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